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	<title>Consumer - Il blog dei consumatori</title>
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	<description>Il blog dei consumatori</description>
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		<title>Il contratto con Sorgenia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa abbiamo firmato un contratto con Sorgenia. Il contratto è stato successivamente modificato dal venditore. Il nostro contratto è quindi diverso da quello che ha Sorgenia. A questo punto il contratto risulta nullo. Purtroppo non abbiamo ancora avuto la possibilità di ritornare ad essere clienti Enel e così continuiamo a pagare a Sorgenia le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-370" title="elettri" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/elettri.jpg" alt="elettri" width="200" height="268" />Tempo fa abbiamo firmato un contratto con Sorgenia. Il contratto è stato successivamente modificato dal venditore. Il nostro contratto è quindi diverso da quello che ha Sorgenia. A questo punto il contratto risulta nullo. Purtroppo non abbiamo ancora avuto la possibilità di ritornare ad essere clienti Enel e così continuiamo a pagare a Sorgenia le nostre bollette (che risultano addirittura più care di quelle che pagavamo abitualmente a Enel).</p>
<p>Mi chiedo come possa essere gestita correttamente la situazione visto che paghiamo la fornitura ad una ditta senza che esista fra noi un regolare contratto e che i tempi di scioglimento del non contratto non ci sono stati ancora comunicati da Sorgenia.</p>
<p> <strong>Lucia</strong></p>
<p><em>Davvero assurdo l&#8217;atteggiamento di Sorgenia. Se fossi in lei segnalerei la cosa all&#8217;organismo di vigilanza preposto, che è l&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica ed il gas (Piazza Cavour 5-20121 Milano –  tel: 02 655651. Numero Verde 800/166654 – e-mail: info@au-energia.it). </em></p>
<p><em>Ha al suo interno un servizio consumatori che potrà darle tutte le indicazioni ma che soprattutto, in base ai suoi dati, potrà far si che l&#8217;Autorità intervenga direttamente. Questi organismi sono a tutela di tutti noi e vale la pena usarli in tutti i casi in cui i nostri diritti sono violati. </em></p>
<p> <strong>Anna Bartolini</strong></p>
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		<title>Il pagamento dell’albergo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scontrino rilasciato dal pagamento dell&#8217;albergo tramite bancomat è valido come fattura? Inoltre, nella stessa struttura dove ho lasciato il mio personal computer, custodito in camera, ho trovato lo stesso manomesso e con mail user id che non mi appartenevano. Cosa posso fare in merito a questo? Rodrigo La ricevuta del bancomat non vale come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-366" title="pc" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/pc.jpg" alt="pc" width="200" height="133" />Lo scontrino rilasciato dal pagamento dell&#8217;albergo tramite bancomat è valido come fattura? Inoltre, nella stessa struttura dove ho lasciato il mio personal computer, custodito in camera, ho trovato lo stesso manomesso e con mail user id che non mi appartenevano. Cosa posso fare in merito a questo?</p>
<p><strong>Rodrigo </strong></p>
<p><em>La ricevuta del bancomat non vale come fattura. Per quanto riguarda l&#8217;uso del suo personal computer, occorre dimostrare e provare che ci sia stato un danno . Ovviamente lei deve risalire tramite la user id a chi di fatto si è inserito anche nel suo PC violando anche la sua privacy.</em></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
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		<title>Chiusa fuori casa</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono chiusa fuori di casa. Ho chiesto l&#8217;aiuto di un artigiano serramentista che con scala (1° piano) e cacciavite, in un tempo di 30 minuti circa, è intervenuto su una finestra con ribalta del bagno e poi è entrato in casa. La distanza dalla ditta a casa mia è di 15 km., poco meno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-360" title="chiavi" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/chiavi.jpg" alt="chiavi" width="200" height="300" />Mi sono chiusa fuori di casa. Ho chiesto l&#8217;aiuto di un artigiano serramentista che con scala (1° piano) e cacciavite, in un tempo di 30 minuti circa, è intervenuto su una finestra con ribalta del bagno e poi è entrato in casa. La distanza dalla ditta a casa mia è di 15 km., poco meno. La spesa di questo intervento è stata di ben 120 euro, con prova scritta di pagamento su un foglio di carta normale e firma. Vista la somma così alta, oltre a pretendere la fattura, Le chiedo se è onesta la somma di 50 euro di chiamata e 70 euro per un intervento di mezz’ora circa.</p>
<p><strong>Silvana</strong> </p>
<p><em>Cara Silvana , anche a Milano il servizio di pronto intervento è piuttosto salato , ma ovviamente giocano sull&#8217;emergenza e noi purtroppo non chiediamo quasi mai in questi casi un preventivo, anche non scritto, perché siamo troppo impegnati a risolvere presto il problema. Non posso dirle se quanto le hanno chiesto è davvero esagerato, l&#8217;unica cosa che Le posso suggerire è di farsi fare una fattura: pagherà l&#8217;IVA, ma questo signore pagherà le tasse. In questi casi di emergenza noi consumatori non riusciamo ad essere razionali e pertanto qualcuno se ne approfitta. Lo tenga presente per il futuro. Chieda prima quanto costa l’intervento ed eventualmente senta da due o tre tecnici prima di decidere. Dobbiamo essere freddi e razionali perché per questi servizi paghiamo tanto in quanto c’è chi trae vantaggio dalla componente psicologica di chi ha avuto il danno.</em><em></em></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
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		<title>Venditori di televisori</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Garanzie sui prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>
		<category><![CDATA[garanzie]]></category>
		<category><![CDATA[LG]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[televisori; garanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa un anno fa ho acquistato presso un centro commerciale Unieuro un televisore LG. Lo scorso mese di dicembre lo stesso ha cominciato a non funzionare correttamente e l&#8217;ho portato in assistenza presso un centro autorizzato. Da allora il televisore non è più ritornato al sottoscritto. Attualmente è presso il centro LG in provincia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-357" title="tv-200-" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/tv-200-.jpg" alt="tv-200-" width="200" height="195" />Circa un anno fa ho acquistato presso un centro commerciale Unieuro un televisore LG. Lo scorso mese di dicembre lo stesso ha cominciato a non funzionare correttamente e l&#8217;ho portato in assistenza presso un centro autorizzato. Da allora il televisore non è più ritornato al sottoscritto. Attualmente è presso il centro LG in provincia di Milano. Circa dieci giorni fa ho ricevuto una chiamata da parte del centro assistenza LG, nel corso della quale mi proponevano la sostituzione del televisore con un altro, subordinando tale sostituzione alla firma di una liberatoria. A tale richiesta ho opposto netto rifiuto. Ora sono deciso a promuovere una causa davanti al giudice di pace per il risarcimento dei danni subiti e per riottenere il televisore di mia proprietà. La domanda che pongo è la seguente. Chi debbo citare per danni davanti giudice di pace? La LG produttrice del televisore o il centro commerciale che me lo ha venduto?</p>
<p>Antonio L.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Lei avrebbe dovuto informare la LG di quanto stava succedendo perché, di fatto, loro avrebbero potuto riparare alla scorrettezza del venditore. Purtroppo è a quest&#8217;ultimo che Lei deve rivolgersi perché l&#8217;interfaccia del consumatore è sempre colui  che vende. La casa produttrice non c&#8217;entra più, anche se – appunto &#8211; a mio avviso andrebbe informata. Lei in sostanza ha pagato un TV  di cui non è in possesso. Loro gliene hanno offerto un altro che a Lei non interessa ed è un suo diritto  non accettare. Può rivolgersi alla Camera di Commercio della sua città poiché oggi le Camere sono competenti per le vicende di vendite e di garanzie. Se per ipotesi la vostra Camera di Commercio fosse una di quelle che non ha ancora istituito  la pratica della conciliazione, potrà rivolgersi al Giudice di Pace. Quello da chiamare in causa è comunque solo il centro commerciale che ha venduto il famoso TV. Le consiglio di non lasciare perdere.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
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		<title>L’offerta SKY</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Garanzie sui prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>
		<category><![CDATA[sky italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di ottobre 2009 ho accettato un’offerta SKY che parlava di installazione e primi 3 mesi gratis, come garantitomi dal promotore. Dopo 10 giorni è venuto a casa l&#8217;installatore e considerato che avevo già una parabola installata per i canali liberi, ha collegato un altro filo alla stessa parabola e con un foro nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-354" title="sky-200-italia" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/sky-200-italia.jpg" alt="sky-200-italia" width="200" height="150" />Nel mese di ottobre 2009 ho accettato un’offerta SKY che parlava di installazione e primi 3 mesi gratis, come garantitomi dal promotore. Dopo 10 giorni è venuto a casa l&#8217;installatore e considerato che avevo già una parabola installata per i canali liberi, ha collegato un altro filo alla stessa parabola e con un foro nel soffitto l&#8217;ha portato nella cucina sottostante. Preciso che il decoder Sky è stato invece collegato in sala nel cavo antenna della mia parabola. Il tecnico SKY mi ha fatto firmare un foglio dicendo che era per la presa visione della data di partenza dell&#8217;abbonamento, che non dovevo nulla per il filo aggiunto in cucina (per un eventuale spostamento del citato decoder Sky in tale stanza), senza peraltro rilasciarmi copia di detto foglio. Nel mese di febbraio 2010 da un occasionale controllo all&#8217;estratto conto della mia banca, con stupore mi sono accorto che SKY, diversamente da come erano i patti, mi aveva addebitato un costo di euro 88, per spesa installazione parabola. Ho telefonato a SKY e mi hanno detto che il loro tecnico aveva installato la loro antenna e passato il filo &#8220;a scomparsa&#8221; dalla loro parabola al sottotetto e al mio appartamento. Per cui gli 88 euro erano i costi per tale lavoro. Ho detto che ciò è del tutto falso ed ho dei testimoni, ma SKY ha detto che io ho firmato la copia del lavoro sopra indicato e che nulla potevo fare. Che posso fare a tutela dei miei diritti di consumatore?</p>
<p>Roviero R.</p>
<p><em>Spero che con Lei ci fosse un testimone che possa confermare quanto dice. Lei ha firmato un foglio nel quale credo fossero indicati gli interventi che avrebbero fatto, ma non ha firmato nulla che fornisse dettagli sui prezzi. Non sapendo cosa c&#8217;era scritto nel foglio, mi è impossibile dirle come reagire. Tuttavia , con  quello che ha a disposizione, vada presso un’associazione dei consumatori che opera nella sua zona per accertare se davvero Lei ha pagato il prezzo di un lavoro con indicazione specifica  del tempo e dei materiali,  o altro che doveva comunque essere indicato. Un errore è stato anche quello di non farsi rilasciare copia del foglio dal quale deve risultare se sono intervenuti su fili. Insomma, occorreva sapere  a che titolo Lei ha pagato i famosi 88 euro. Può sempre mandare a Sky una lettera in cui richiede copia di questa ricevuta perché ne ha bisogno per motivi fiscali di deduzione. Poi deciderà il da farsi.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
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		<title>Odissea casa</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui casa]]></category>
		<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Dott.ssa Bartolini, mi rivolgo a Lei in quanto ho sentito parlare spesso della sua tenacia e della sua capacità di risoluzione dei problemi. La mia è una storia un po&#8217; lunga. Si tratta di una casa acquistata in una palazzina a Bologna. Quelle che potremmo definire leggerezze sono presenti sin dall&#8217;inizio della compravendita, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-351" title="gru-tramontoblog" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/03/gru-tramontoblog.jpg" alt="gru-tramontoblog" width="300" height="200" />Gentile Dott.ssa Bartolini, mi rivolgo a Lei in quanto ho sentito parlare spesso della sua tenacia e della sua capacità di risoluzione dei problemi. La mia è una storia un po&#8217; lunga. Si tratta di una casa acquistata in una palazzina a Bologna. Quelle che potremmo definire leggerezze sono presenti sin dall&#8217;inizio della compravendita, quando il notaio, che ha certificato la vendita, non ha informato gli acquirenti che la casa, terminata, non aveva ancora la chiusura lavori e non era abitabile. Alcuni condomini sono venuti a conoscenza della mancata abitabilità dell&#8217;immobile richiedendo delle documentazioni in Comune. Da qui inizia la storia. L&#8217;impresa costruttrice viene chiamata a rispondere ai condomini della mancata abitabilità dell&#8217;immobile e di alcuni difetti di costruzioni riscontrati con il passare del tempo (infiltrazioni per un terrazzo con pendenze non corrette, muffa sulle pareti per muri non correttamente realizzati, mancanza di una scala di sicurezza che conduce al tetto, mancanza di scoli dell&#8217;acqua nei garage, intonaco rovinato e staccato in molte parti dell&#8217;immobile dopo neanche pochi anni dalla realizzazione, etc.). Senza aprire una causa, ma cercando un accordo tra le parti, tra lettere, richiami e molta fatica siamo riusciti ad ottenere la realizzazione, anche se “raffazzonata”, di molte opere e, soprattutto l&#8217;abitabilità. Ora però la situazione si è complicata. Non solo lottiamo con un costruttore che dovrebbe pagarci le penali per i ritardi nella realizzazione delle opere di ristrutturazione, e che dovrebbe sistemare l&#8217;intonaco che dopo molti interventi di &#8221;rattoppo&#8221; continua a staccarsi pericolosamente, ma anche con un amministratore latitante, un avvocato irreperibile, un geometra poco chiaro. Queste persone, che dovrebbero aiutarci e tutelarci, hanno sempre fatto trascorrere tempi molto lunghi tra una procedura e l&#8217;altra e oggi non rispondono ai messaggi dei condomini. Non sappiamo più come muoverci&#8230; So che ci sono alcune associazioni che tutelano i proprietari e a giorni andremo ad iscriverci cercando assistenza. Vorrei esser fiduciosa e sperare di riuscire ad uscire da questa spiacevole situazione al più presto, e nel migliore dei modi, anche perché fra meno di 2 mesi scadranno anche i 10 anni di garanzia (per legge) sulla costruzione dell&#8217;immobile.</p>
<p>Agnese</p>
<p><em>Gentile signora, grazie della fiducia che ripone nella mia persona, ma dai fatti da Lei raccontati nella sua lunga lettera non si può estrarre una morale che risolva il problema rapidamente. Fa benissimo a rivolgersi alla &#8220;Associazione piccoli proprietari ed inquilini&#8221;. A Milano, ad esempio, funziona egregiamente. Tuttavia Le suggerirei, prima di partire a lancia in resta, di sentire il </em></p>
<p><em>legale di una associazione dei consumatori . A Bologna ha sede Adusbef, che è </em></p>
<p><em>notissima per le sue battaglie legali. Si tratta di avvocati associati e la </em></p>
<p><em>sede è in Galleria Manzoni 1. Credo che una visione serena dei fatti ed un consiglio possano  consentirle di prendere una decisione corretta. In questo caso i piccoli  proprietari sono </em></p>
<p><em>le possibili vittime di un&#8217;operazione poco trasparente. Le auguro di arrivare ad una conclusione soddisfacente.</em></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La passione del consumerismo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stimatissima Bartolini, il motivo per cui scrivo non è un problema di difesa del consumo, ma per me ancora più importante. Sono laureata in economia aziendale e lavoro nel settore del credito; ho avuto un’esperienza di lavoro a contatto con le problematiche post vendita della clientela creditizia. Ho incentrato la mia tesi sulla materia consumeristica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-348" title="futuro-lavoro200" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/02/futuro-lavoro200.jpg" alt="futuro-lavoro200" width="200" height="133" />Stimatissima Bartolini, il motivo per cui scrivo non è un problema di difesa del consumo, ma per me ancora più importante. Sono laureata in economia aziendale e lavoro nel settore del credito; ho avuto un’esperienza di lavoro a contatto con le problematiche post vendita della clientela creditizia. Ho incentrato la mia tesi sulla materia consumeristica. Questo ambito è una vera passione per me; credo nelle mie capacità e nel contributo che potrei apportare con il mio lavoro individuale. Dunque, vorrei da Lei indicazioni per poter lavorare come operatrice all&#8217;interno di realtà che difendono i consumatori. Ho inviato il mio curriculum a tante associazioni, ma ho ricevuto risposte generiche. Come si fa, dunque, ad iniziare in questo campo? Quali corsi sono adatti a questo tipo di formazione?</p>
<p>Eleonora</p>
<p><em>La sua scelta presuppone (lo dico con grande franchezza) grande &#8220;gavetta&#8221; di volontariato. Conosco molte associazioni che operano a Firenze, da dove scrive, e le darei 4 “dritte”: Federconsumatori &#8211; Via Nazionale 17; Adiconsum &#8211; Via Carlo del Prete 135; Codacons &#8211; Viale Francesco Talenti 160; Confconsumatori &#8211; Via Gustavo Modena 25 (ha seguito tutte le vicende americane dei mutui e dei titoli). Sono tra quelle che &#8220;votate&#8221; alla soluzione delle controversie, possono  anche utilizzare specialisti , ma sempre in volontariato. C&#8217;è molto bisogno di esperti in materia finanziaria e non è detto che con una delle associazioni indicate Lei non possa iniziare un rapporto di collaborazione. In questo campo lavorano sopratutto laureati in legge ed avvocati . Le servirebbe studiare il Codice del Consumo e seguire dei corsi su questa specifica materia. Tenga presente che i primi anni sono, come Le ho detto, lavori di volontariato. Poi si impara  bene il  diritto dei consumatori ed allora potrebbe essere utile anche all&#8217;interno di  un&#8217;azienda. Ma &#8220;non venda la pelle dell&#8217;orso prima di averlo cacciato&#8221;.</em></p>
<p><em>Auguri!</em></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vendite 3&#215;1</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 12:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi e caro spesa]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzie sui prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>
		<category><![CDATA[offerte]]></category>
		<category><![CDATA[stock]]></category>
		<category><![CDATA[vendite]]></category>

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		<description><![CDATA[Gradirei sapere se una vendita del tipo 3&#215;1, nel senso di comprare tre capi e pagarne solo uno, quello che costa di più, si può configurare come saldo di fine stagione oppure si tratta di una vendita promozionale o sottocosto. Luca Si tratta, in gran parte, di vendite promozionali. Poiché avvengono durante tutto l&#8217;anno, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="treperdue200" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/02/treperdue2003.jpg" alt="treperdue200" width="200" height="200" />Gradirei sapere se una vendita del tipo 3&#215;1, nel senso di comprare tre capi e pagarne solo uno, quello che costa di più, si può configurare come saldo di fine stagione oppure si tratta di una vendita promozionale o sottocosto.</p>
<p>Luca</p>
<p><em>Si tratta, in gran parte, di vendite promozionali. Poiché avvengono durante tutto l&#8217;anno, quando il venditore ha per esempio un grande stok che arriva  da paesi asiatici. Non si tratta di saldi, perché i saldi devono essere indicati al consumatore come tali e con le regole che obbligano ad indicare il primo prezzo, la percentuale di sconto ed il nuovo prezzo.</em></p>
<p><strong>Anna Bartolini</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Avatar in 3D</title>
		<link>http://blog.ermesconsumer.it/?p=332</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitato di andare al cinema in questi giorni, con due amici, per vedere il film del momento, Avatar, nella tanto blasonata versione 3D. Abbiamo acquistato i nostri biglietti on-line, pagando il servizio, e ci siamo recati il giorno dello spettacolo al cinema. A parte la tanta pubblicità, per la quale non ho pagato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-333" title="cinema3d" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/02/cinema3d.jpg" alt="cinema3d" width="200" height="192" />Mi è capitato di andare al cinema in questi giorni, con due amici, per vedere il film del momento, Avatar, nella tanto blasonata versione 3D. Abbiamo acquistato i nostri biglietti on-line, pagando il servizio, e ci siamo recati il giorno dello spettacolo al cinema. A parte la tanta pubblicità, per la quale non ho pagato a inizio spettacolo e per cui so che già esisterebbe un modulo di rimborso, che in questo momento non prendo in considerazione, sono stato costretto a vedere quasi un&#8217;ora di film che &#8220;scattava&#8221; e aveva dei piani del 3D fuori fuoco, finché a un certo punto c&#8217;è stato un blocco totale della proiezione. Sono state accese le luci e il personale di sala si è scusato dicendo che avrebbero ripreso  subito; ciò è avvenuto dopo circa 5 minuti di attesa,  al termine dei quali la proiezione è ripresa in modo ineccepibile. A fine spettacolo siamo andati alla biglietteria per parlare con un responsabile, ma ci è stato detto che aveva il giorno libero. Quindi ci hanno esortato a mandare una mail, perché in questi casi il rimborso viene concesso allo spettatore. Mandata la missiva, mi è stato risposto che il disagio è stato &#8220;solo&#8221; il bloccaggio &#8211; a loro detta &#8211; di semplici 20 secondi e che non c&#8217;erano problemi prima di tale evento. E che sarei dovuto uscire subito dalla sala per chiedere il rimborso poiché i gestori del cinema non sono tenuti a rimborsare lo spettatore a fine proiezione. Posso rivalermi? E come?</p>
<p style="text-align: left;">Glauco</p>
<p style="text-align: left;"><em>Se il blocco è stato  di pochi minuti ed avete di fatto subito solo un ritardo, ma non un danno vero e proprio, non credo possiate accampare il rimborso del biglietto. Se, al contrario, l&#8217;interruzione è stata lunga e sostanziale da far ritenere un inesatto adempimento, potreste mandare una lettera al gestore richiamando i vostri diritti. Sarebbe stato opportuno raccogliere le firme di altri spettatori. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Anna Bartolini<br />
</em></p>
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		<title>La lente rotta degli occhiali</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Garanzie sui prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Tu Chiedi, Consumer risponde]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho portato gli  occhiali da vista da un ottico per la manutenzione. L&#8217;ottico, nel fare il suo lavoro, ha rotto una lente. Come debbo comportarmi visto che mi ha proposto di cambiare tutte e due le lenti al prezzo di una? Sono lenti bifocali e non hanno un costo basso. Volevo sapere: la sostituzione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-327" title="occhiali-blog" src="http://blog.ermesconsumer.it/wp-content/uploads/2010/02/occhiali-blog.jpg" alt="occhiali-blog" width="200" height="150" />Ho portato gli  occhiali da vista da un ottico per la manutenzione. L&#8217;ottico, nel fare il suo lavoro, ha rotto una lente. Come debbo comportarmi visto che mi ha proposto di cambiare tutte e due le lenti al prezzo di una? Sono lenti bifocali e non hanno un costo basso. Volevo sapere: la sostituzione è a totale carico dell&#8217;ottico? O può rifiutarsi&#8230; o debbo pagare una lente?</p>
<p>Graziella</p>
<p><em>Francamente accetterei le due lenti nuove al prezzo di una. Visto che è in ballo se le faccia  però mettere in base alla sua attuale situazione visiva. Certo l&#8217;ottico che ha sbagliato avrebbe dovuto riconoscere il danno, ma vista la situazione Lei deve convincerlo a fare il prezzo minore possibile. Il mio è solo un consiglio, in quanto non mi imbarcherei in una diatriba legale.</em></p>
<p><strong><em>Anna Bartolini</em></strong></p>
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